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RESCUE TEAM LEADER 22 Luglio, 2007

Posted by ephrajim in Team Working.
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RIFLESSIONI SULLA NOBILE ARTE DEL COMANDO

Quale leader

Un errore che spesso viene commesso è quello di nominare a capo di un gruppo, di una squadra e più in generale di un team, l’elemento più capace tecnicamente mentre, le competenze che dovrebbe avere un leader sono soprattutto di tipo comportamentale. Gestire, condividere, essere assertivo, influenzare positivamente, essere un buon esempio, ecco alcune delle qualità richieste a un buon capo.

Perché un leader?

Fin dalla notte dei tempi, quando poco più che animali, ci cominciammo ad aggregare in piccoli gruppi, nacque la necessità di riconoscere un capo, quasi fosse nella natura umana cercare una guida. Nel corso dell’evoluzione, evitando di considerare l’ambito militare, ove ovviamente è basilare l’azione di comando, sono comunque molteplici gli esempi “civili” che evidenziano la sempre maggiore affermazione dei gruppi sociali, équipe, team, squadre, al capo vi erano leader capaci e riconosciuti. Al giorno d’oggi, quando più persone collaborano in una qualche attività, usualmente hanno un responsabile che li sovrintende. Un caso evidente è l’orchestra musicale che segue con attenzione le indicazioni del Direttore d’orchestra. Mi sono sempre domandato se, quei musicisti, sarebbero stati ugualmente in grado di suonare una sinfonia senza seguire i gesti, apparentemente insensati, del direttore.

Senz’altro sì ma con molte più difficoltà e senza sortire un effetto “d’insieme” come invece avviene.

Leader o comandante?

Operando in situazioni di emergenza, in scenari a volte “inquietanti”, ove è indispensabile agire rapidamente e in sincronia, è basilare un efficace coordinamento tra i componenti dell’équipe. Più l’équipe è numerosa migliore deve essere il coordinamento. Nelle varie istituzioni che concorrono in maniera equiparata alle operazioni di soccorso, il nome del leader assume diverse definizioni: capo pattuglia, capo squadra, responsabile del servizio, capo equipaggio, ecc…, ma in ogni caso si intende in maniera generica: Team Leader.

La parola “leader”, contrariamente al termine “comandante”, usato prevalentemente in capo militare, vuole significare che il ruolo è riconosciuto dal gruppo, in un’ottica di condivisione e collaborazione paritaria, fino a quando, appunto il leader nonostante ci possano essere anche pareri discordanti e non tutti siano d’accordo, deve prendere una decisione e dare disposizioni precise. Con l’immagine metaforica della “Catena del Comando”, si usa descrivere una successione in linea gerarchica dei reparti al comando dei quali vi sono persone che svolgono la funzione di dare disposizioni a coloro che stanno al di sotto, e prendere disposizioni da quali che li sovra-stanno.

Il rispetto della gerarchia è necessario per garantire che le operazioni si svolgano con ordine e che le procedure d’attivazione, invio e approccio al luogo dell’evento, siano correttamente attuate. Pur ritenendo di fondamentale importanza poter contare su un’efficace “catena del comando”, allo scopo di evitare situazioni diffuse di anarchia operativa, soprattutto in occasione di scenari di soccorso complessi, dove si trovano sovente ad operare enti e istituzioni dipendenti da differenti amministrazioni, occorre non ignorare la possibilità di migliorare il sistema di gestione delle risorse umane, soprattutto quando si opera in situazioni di emergenza tecnica e sanitaria, in considerazione anche dell’esiguo numero di componenti che costituiscono le unità operative dette team, équipe o squadre.

L’attività pre-operativa

Essere a capo di un’équipe di soccorso prevede obbligatoriamente un lavoro di preparazione, da svolgere in “tempo di pace”, in previsione cioè dell’attività operativa.

La ripartizione dei ruoli e l’assegnazione dei compiti, nonché la delega di alcune funzioni ai componenti della squadra. È attività propedeutica, indispensabile per poter poi agire in maniera dinamica durante l’emergenza.

Detta attività, consente al leader di rendere tutti consapevoli delle proprie mansioni indipendentemente dallo scenario incidentale da affrontare. Risulta fondamentale la conoscenza reciproca: il leader che ignora la specifiche peculiarità, le capacità, ma anche i limiti di ognuno degli uomini di cui dispone, agisce alla cieca! Durante il breafing pre-operativo oltre a fornire le indispensabili informazioni sullo scenario da affrontare, sarà importante ripetere i compiti già affidanti, le eventuali deleghe e le procedure standard da tutti conosciute.

Perché delegare

Innanzi tutto è importante precisare che il leader non delega mai la responsabilità ma solo la funzione. La delega data è limitata nel tempo ed è comunque indispensabile per non “ingessare” le operazioni in talune situazioni specifiche: quando il leader non può fisicamente sovrintendere ad ognuna delle operazioni che si devono svolgere magari contemporaneamente, o per velocizzare le singole manovre che sono contenute nella procedura generale d’intervento o, ancora, quando la distanza tra i vari componenti della squadra è ampia e non vi è modo di comunicare con efficacia e immediatezza.

L’importanza della funzione delegata è proporzionale al livello di fiducia che il leader ha nei confronti della persona a cui delega. Dando delega, quindi, si riconosce anche la fiducia. I componenti della squadra che riceveranno delega sono estremamente gratificati e questo rafforza la loro stima nel leader. Se il leader non delegasse, sicuramente ci sarebbero situazioni nelle quali, comunque, qualcuno dei componenti della squadra, agirebbe di sua iniziativa per necessità contingenti, prendendosi spontaneamente il diritto di svolgere quella funzione. In questo caso sarebbe minata l’autorevolezza del leader e il gruppo subirebbe una sorta di disorientamento.

Il Team Leader “di manovra”

Prende il nome di Team Leader di manovra, il componente della squadra che, su delega esplicita del Team Leader dispone e da le direttive agli altri, al fine di coordinare l’esecuzione di una manovra, sia nel caso essa sia semplice, composta cioè da un’unica azione, sia qualora sia complessa, per la cui attuazione cioè, il team, debba eseguire con consequenzialità una serie di azioni.

L’azione di coordinamento viene svolta da chi in quel momento si trova nella posizione più idonea cioè, è in grado di vedere la manovra e ricevere un efficace feedback da tutti i componenti che la stanno eseguendo. In questo caso si tratta di una delega di funzione addirittura standardizzata: anche se il Team Leader non lo facesse tutti sanno che implicitamente per il fatto stesso di seguire una procedura approvata, il coordinamento della manovra spetta a chi sta in quella determinata posizione.

Leader funzionale e leader naturale

Quando uno dei componenti della squadra, che non è istituzionalmente deputato a svolgere la funzione di leader, dirige di fatto una squadra, prede il nome di leader naturale.

Il leader naturale viene riconosciuto dal gruppo qualora il leader funzionale:

  • Non svolga la propria funzione;
  • Si ostini a non delegare e per questo non riesca a svolgere e sovraintendere la funzione di comando, obbligando i componenti della squadra a prendere iniziative autonome senza ricevuto delega specifica per farlo;
  • Non goda della stima del gruppo, i componenti della squadra non gli riconoscono le capacità necessarie;
  • Sia autoritario, prenda cioè decisioni e dia ordini senza condividere con il gruppo, senza informare sufficientemente gli altri operatori e senza motivarli.

In questi casi il gruppo sceglie un altro leader dando luogo, il più delle volte ad un pericoloso conflitto.

Conclusioni

Un gruppo di persone che agiscono insieme per un obiettivo comune, necessitano di una guida che si occupi di coordinare le operazioni, una persona che, pur condividendo con gli altri le strategie e la tattica alla fine prenda una decisione, scelga, e dia una precisa disposizione.

La guida del gruppo viene chiamata Team Leader e deve essere manifestamente riconosciuta dal gruppo stesso. Le qualità del leader non devono essere solo tecniche, egli non può essere solo un bravo esecutore ma deve anche conoscere come guidare il gruppo. Il leader deve essere in grado di delegare alcune funzioni, quando occorre, tenendo conto del fatto che la responsabilità è, e rimane solo del leader.

Il leader deve sapere che la sua mancata azione di delega, di coordinamento, di condivisione o un eccesso di autorità, provoca inevitabilmente uno squilibrio nel gruppo che per natura si sceglie un altro capo, un leader naturale. La creazione di un secondo leader da luogo ad un pericolosissimo conflitto che può mettere in pericolo l’esito delle operazioni e la stessa sicurezza degli operatori.